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Variazioni sul Barucabà/Variations on the Barucabà

Le variazioni sul Barucabà furono composte da Paganini nel 1835, e furono dedicate all’ amico Germi. Tali variazioni per violino e chitarra , suddivise in tre quaderni redatti in circa venti giorni, contengono  tutto ciò che è la tecnica violinistica, ovvero pizzicati con la mano sinistra, tremolo unito a melodia, arpeggi, uso dellecorde doppie, imitazione di altri strumenti, uso consistente della quarta corda.

Ogni quaderno si apre con l’ esposizione del tema, il primo in La maggiore, il secondo in Do maggiore e il terzo in Re maggiore, seguito poi dalle venti variazioni, ed ecco così le sessanta variazioni sul Barucabà.

Il termine Barucabà è una parola ebraica e significa “sii benedetto”, si trova nel versetto della Bibbia “Baruch-habba-bescem-Adonaj”, “Benedictus qui venit in nomine Domini” (“Benedetto colui che viene nel nome di Dio”). Nella Genova del commercio fervente, era presente una nutrita comunità ebraica, con conseguente circolazione nella parlata popolare di termini volti ad indicare i mercanti ebrei e gli ebrei in genere, quali appunto lo stesso termine Barucabà e Cabibbo.

The variations on the Barucabà were composed by Paganini in 1835, and they were dedicated to his friend Germi. These variations for violin and guitar are divided into three notebooks, written in about twenty days, they contain all that is the violin technique, that is pinched with the left hand,  tremolo with the melody, arpeggios, use of double strings, imitation of other instruments, use consisting of fourth string.

Each notebook opens with the exposition of the theme, the first in A major, the second in C major and the third in  D major,  followed by twenty variations, and so here we are the sixty variations on the Barucabà.

Barucabà, the term is an Ebrew word that means “be blessed”, it is located in the Bible verse “Baruch-habba-bescem-Adonaj”, “Benedictus qui venit in nomine Domini” (“Blesse is who cames in the name of God”). In Genoa trade fervent there was a large Jewish community resulting in circulation in the local dialect of terms designed to indicate the Jewish merchants and Jews in general including precisely the same term “Barucabà” and “Cabibbo”.

Elisabetta Portaluppi

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